Il rebus attaccanti Juventus

C’è oggi uno strumento, chiamato Football Virtual Coach, che permette di rendere visibile il lato inviasile del calcio. Sto parlando di tutte quelle relazioni spazio-temporale che si creano in campo tra compagni di squadra e avversari.
Per quanto riguarda gli attaccanti in gergo questi aspetti che non si riescono a misurare sono accumunati sotto il cosiddetto “lavoro sporco”. Ad esempio confrontando i 3 attaccanti della Juve si può vedere che il più attivo in fase di non possesso è Dybala, l’avreste detto? L’argentino è spesso considerato un attaccante pigro, invece applica più pressione sull’avversario dei pari ruolo per correndo meno di tutti, quasi un km a partita meno di Ronaldo. Perché? Perché CR7 corre quasi esclusivamente quando la squadra è in possesso di palla.
Logico invece che Dybala riceva meno pressione e dia più disponibilità a ricevere palla avendo la tendenza a svariare molto per cercare spazi giocabili anche sulla trequarti. Morata invece stando più avanti è più marcato e offre meno soluzioni al portatore di palla.
Infine un parametro, definito pressione di rottura, assolutamente nuovo e interessante, è quanta pressione riescono ad accettare gli attaccanti prima di perdere la palla o liberarsene. Ebbene il più bravo a districarsi dalla marcature strette è ancora Dybala, mentre Morata è quello più impacciato nello stretto. Allora perché non gioca quasi mai?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.