L’Italia corre verso la finale insieme a Chiesa, partito in panchina in questo Europeo e poi preferito a Berardi.

I dati del Virtual Coach sull’esterno bianconero fanno luce proprio su questi due esterni, che rappresentano tipologie opposte di intendere il ruolo.

L’attaccante del Sassuolo cerca di staccarsi dalla marcatura per chiedere il pallone nello spazio libero (incontro al portatore di palla o, meglio, sulla profondità). Entra in quel cluster di giocatori che si esaltano nelle squadre che hanno tempi di gioco molto automatizzati e uno sviluppo delle azioni prevalentemente verticale.
 
Chiesa invece appartiene, come dimostra la sua abilita’ a giocare in verticale anche sotto pressione, alla categoria delle ali amanti del dribbling in spazi stretti. Vuole la palla addosso. Sa andare in torsione a destra o a sinistra nascondendo fino alla fine le sue intenzioni all’avversario, ha la percezione istintiva di come orientarsi, una volta saltato l’uomo, per liberare i compagni (o se stesso) al tiro, da qui il suo alto indice di verticalità dei passaggi. Nei due gol europei c’è sintetizzato tutto questo alla massima espressione.
pressione chiesa

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